Dieta Lemme: cos’è, come funziona, menù e opinione

dieta Lemme

Creata dal farmacista Alberico Lemme, questa dieta si basa sul consumo esclusivo di proteine e carboidrati.

Sono banditi frutta, verdura, sale e zuccheri semplici.
Il programma della dieta Lemme consta di due fasi distinte: all’iniziale terapia d’urto, fa seguito una fase di mantenimento leggermente più varia e permissiva.

Un’altra caratteristica importante di questa dieta sta nella necessità di consumare i pasti ad orari prestabiliti, che vanno rispettati rigorosamente.

L’obiettivo dichiarato della dieta Lemme è un calo ponderale importante in un lasso di tempo ristretto.
Vediamo come funziona e quali sono le controindicazioni di un regime alimentare in aperto contrasto con uno dei patrimoni più cari di cui gli italiani dispongono: la dieta mediterranea.

personal trainer gabriella vico

Cos’é la Dieta Lemme?

Nel recente passato, la dieta Lemme ha fatto parlare molto di sé.

Come accennato, vieta il sale, poiché aumenta il rischio di ipertensione, e gli zuccheri semplici, in quanto stimolano la produzione di insulina, ormone che ha un effetto anabolico sul grasso corporeo. Inoltre, bandisce l’associazione tra proteine e carboidrati.

Tuttavia, non impone alcun calcolo delle calorie, né limiti alle quantità di cibo assunte.

Uno dei pilastri su cui si basa questa dieta è la necessità di consumare determinati pasti all’interno di una specifica fascia oraria:

  • la colazione va fatta entro le 9,30 del mattino
  • lo spuntino di metà mattina tra le 10 e le 11
  • il pranzo dopo le 12 e non oltre le 14
  • la merenda deve ricadere nella fascia oraria 16-17
  • la cena non oltre le 21
personal trainer gabriella vico

Come funziona?

Come va interpretata questa dieta? Fa parte delle cosiddette diete ad libitum (ovvero caratterizzate dalla possibilità di mangiare a sazietà) e propone alimenti a bassa densità energetica, ma dotati di un discreto potere saziante.

Un paio di volte a settimana è necessario fare una piccola ricarica glucidica a base di pasta o, in alternativa, una ricarica lipidica a base di cibi fritti.

Trattandosi di pasti sporadici, l’organismo tenderà a stoccare tali grassi e carboidrati all’interno dei muscoli. Ciò fa di questa strategia alimentare una “dieta chetogenica ciclica”.

A prima impressione potrebbe sembrare la dieta perfetta: consente di mangiare quanto si vuole, a patto di attenersi agli orari indicati in precedenza.

Tuttavia, non è proprio così. Innanzitutto, per ottenere quanto promesso, è fondamentale associare gli alimenti concessi in maniera particolare, evitando di abbinare tra loro proteine e carboidrati. E questa è soltanto una delle regole di base.

Ecco le altre:

  • È vietato il sale, il quale non va aggiunto neppure nell’acqua della pasta
  • Sono vietate tutte le bevande, eccetto l’acqua, il caffè e il tè
  • Sono vietati lo zucchero, i dolcificanti, i latticini e l’aceto
  • Non è concesso mangiare pane. I carboidrati devono derivare esclusivamente dalla pasta
  • Non è possibile mangiare pasta e carne nello stesso pasto
  • È possibile usare liberamente l’olio d’oliva, il limone e le spezie
  • La cottura dei cibi non ha importanza. È concessa anche la frittura

La seconda fase, o di mantenimento

Terminata la prima fase, che si caratterizza soprattutto per la monotonia e la scarsità di alternative, comincia la cosiddetta fase di mantenimento.

Questa parte del programma alimentare ideato da Alberico Lemme può durare fino a tre mesi ma, per fortuna, consente di reintrodurre nella propria alimentazione alcuni cibi in precedenza vietati, tra cui i legumi, la frutta e la verdura. Restano vietati lo zucchero e i dolcificanti artificiali, il latte, il sale e l’aceto.

personal trainer gabriella vico

Lunedì
COLAZIONE: fesa di tacchino e un caffè
PRANZO: bistecca di manzo ai ferri e un caffè
CENA: un trancio di pesce spada al forno e un caffè

Martedì
COLAZIONE: costine di maiale e un caffè
PRANZO: filetto di manzo al prezzemolo e un caffè
CENA: sogliola al forno e un caffè

Mercoledì
COLAZIONE: pasta olio e peperoncino e un caffè
PRANZO: petto di pollo ai ferri e un caffè
CENA: merluzzo al forno e un caffè

Giovedì
COLAZIONE: carciofi e un caffè
PRANZO: una bistecca taglio fiorentina e un caffè
CENA: orata al forno e un caffè

Venerdì
COLAZIONE: fesa di tacchino e un caffè
PRANZO: petto di pollo al limone e un caffè
CENA: sogliola e un caffè

Sabato
COLAZIONE: una porzione di fragole condite con limone e un caffè
PRANZO: filetto di vitello e un caffè
CENA: branzino e un caffè

Domenica
COLAZIONE: pasta olio e peperoncino e un caffè
PRANZO: petto di pollo ai ferri e un caffè
CENA: un trancio di pesce spada e un caffè

La mia opinione sulla Dieta Lemme

Uno degli aspetti più pericolosi di questa dieta è il calo di peso estremamente rapido, come confermato dai numerosi “testimonial d’eccezione” che hanno pubblicizzato e che continuano a pubblicizzare questo programma alimentare.

Una perdita di peso sana deve essere lenta e graduale: non bisogna perdere più di 4 kg al mese, altrimenti vorrà dire che ad andarsene sono stati i muscoli, insieme a una buona dose di liquidi.

Questa dieta, iperproteica e quasi totalmente priva di fibre e vitamine, è tra le meno equilibrate al mondo, tanto da provocare un pericoloso sovraccarico di lavoro per fegato e reni. È assolutamente sconsigliata a coloro che soffrono di pressione bassa, alle donne in gravidanza e allattamento e a tutti coloro che fanno sport o hanno una vita attiva.

Tali criticità ci hanno fatto propendere per l’esclusione di questa dieta dal nostro servizio di coaching personalizzato (nutrizione e allenamento).

Non solo, la sconsigliamo a tutti coloro che stanno leggendo questo articolo e stanno pensando di cominciare una dieta dimagrante. Dal canto nostro, proponiamo un solo tipo di dieta, quella mediterranea, equilibrata, sana e priva di restrizioni.

E il motivo è molto semplice. L’organismo umano necessita di carboidrati, proteine e lipidi in quantità adeguate, e la dieta Lemme, come tante altre, è esageratamente restrittiva, difficile da rispettare per lunghi periodi.

Il mio parere su questo tipo di dieta è assolutamente negativo, ragion per cui ti invito ad optare per un altro regime alimentare, come quello personalizzato che ti proporremo non appena avrai attivato il nostro servizio di coaching personalizzato.

Cosa aspetti, tornare in forma e tutelare la propria salute non è difficile: basta affidarsi alla persona giusta!

 

La dieta mediterranea ci ha insegnato come sia fondamentale fare pasti completi, sani ed equilibrati, mangiando un po’ di tutto e nelle giuste quantità. Bando, quindi, alle esagerazioni e alle restrizioni eccessive. La dieta Lemme esclude totalmente frutta e verdura, rischiando di peggiorare eventuali carenze vitaminiche e di danneggiare irrimediabilmente la salute di tante persone.

Inoltre, vale la pena sottolineare come lo stesso ideatore di questa dieta consigli di ridurre l’attività fisica, con particolare riferimento a quella di tipo aerobico. Il motivo? La stanchezza e la poca energia sono due delle conseguenze più comuni di questo schema alimentare. Fai una scelta matura e consapevole: affidati a chi ha a cuore la tua salute!

Gabriella Vico
Sportiva professionista per più di 15 anni, Coach Fitness e Coach nutrizionale, condivido con i miei lettori tutte le mie conoscenze e le mie astuzie per aiutarli a vivere a lungo, con una miglior forma fisica ed un’ottima salute.